Un Veganuary di gennaio 2026 tra scoperte in famiglia e cucina vegetale
Gennaio 2026 ha portato in casa nostra una novità: mia figlia ha deciso di vivere per la prima volta l’esperienza di Veganuary.
Vederla affrontare questa sfida con entusiasmo è stato sorprendente e ha trasformato la nostra cucina in un piccolo laboratorio di creatività.
Ho deciso di affiancarla, approcciandomi con curiosità alle nuove ricette vegane, senza rinunciare al gusto e alla praticità dei piatti di tutti i giorni.
Veganuary, nato nel 2013 nel Regno Unito grazie a Jane Land e Matthew Glover, invita a sperimentare un’alimentazione completamente vegetale per tutto il mese di gennaio.
In Italia l’iniziativa è supportata dall’associazione Essere Animali, che offre consigli, ricette e sostegno,
rendendo semplice e divertente questo percorso anche per chi lo affronta in famiglia.
La prima esperienza di mia figlia con Veganuary
Vedere mia figlia scegliere consapevolmente cibi vegetali ha reso il mese speciale.
Ha sperimentato piatti nuovi, assaggiato ingredienti insoliti e scoperto che la cucina vegana può essere gustosa e varia.
Per lei, gennaio è stato un mese di curiosità e gioco, in cui il piatto vegetale diventava un’opportunità per imparare e divertirsi.
Il mio approccio alle nuove ricette vegane
Accanto a lei, ho approcciato Veganuary con sperimentazione.
Ho provato nuove combinazioni, bilanciando nutrienti e sapori.
Legumi, cereali, spezie e verdure di stagione sono diventati protagonisti dei nostri pasti.
Ho scoperto che anche piccoli cambiamenti, come sostituire latticini con alternative vegetali o aggiungere semi e legumi, possono trasformare i piatti quotidiani in creazioni ricche e appaganti.
Ricetta Veganuary che abbiamo provato sono state tante alcune le ho trascritte sul mio BLOG , clicca QUI
Veganuary in famiglia: un piccolo grande cambiamento
La prima esperienza di mia figlia con Veganuary ci ha insegnato che cucinare vegetale può essere divertente e creativo.
Anche se non tutti i pasti resteranno vegani, il mese ha lasciato un’impronta: più curiosità, nuove ricette e la consapevolezza che il cibo può unire gusto, benessere e sostenibilità.
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